Confartigianato e CNA sorpresi dalla decisione del AGCM

02/04/2013

Nell’adunanza dello scorso 6 marzo l’AGCM ha ritenuto “non vessatoria” una clausola che limita in maniera evidente la facoltà dell’assicurato/danneggiato a cedere

il suo credito a favore del carrozziere di sua fiducia, al quale vuole affidare la riparazione senza anticipare di tasca propria l’importo della riparazione, così come prevede da sempre il nostro Codice Civile.

 


Ovviamente CNA/AUTORIPARAZIONE e Confartigianato Carrozzieri esprimono forti perplessità su tale pronunciamento, tant’è che – precedentemente - hanno inviato alla stessa Autorità una memoria tecnica fortemente argomentata e documentata. Ancora più sorprendenti risultano le motivazioni con cui l’AGCM argomenta il dispositivo emanato (provvedimento n° 24268 inviato a Vittoria Assicurazioni lo scorso 15 marzo).


La prima, che intendiamo segnalare, è oltretutto offensiva nei confronti della categoria dei carrozzieri: come è possibile sostenere – così come fa l’AGCM dando ragione al parere dell’ IVASS - che la limitazione della libertà contrattuale (esattamente così la definisce la stessa AGCM riferendosi all’impedimento di accedere alla cessione del credito di cui alla clausola proposta da Vittoria Assicurazioni) rappresenta un “…..rimedio per contrastare comportamenti fraudolenti in sede di riparazione e quantificazione dei danni…”. Come a dire che i carrozzieri sono tutti “potenzialmente” dei frodatori. Questa è una considerazione inaccettabile che criminalizza una intera categoria e che respingiamo.

La seconda motivazione, che ci ha letteralmente sorpresi, è in sostanza un vero e proprio rovesciamento del concetto di “conflitto di interesse”. Nel suo pronunciamento l’AGCM continua a citare e avallare alcune considerazioni dell’IVASS che ha sostenuto che nell’attività del carrozziere – in caso di cessione del credito - c’è una concentrazione di ruoli ( “accertano il danno, fanno il preventivo, eseguono la riparazione, determinano la tipologia dell’intervento, richiedono all’assicurazione il quantum da risarcire”) in parte in conflitto tra loro che può favorire fenomeni speculativi o fraudolenti. Qui siamo davvero al paradosso: chi deve decidere cosa e come riparare ed il costo della riparazione se non il soggetto che direttamente svolge queste normali attività di impresa? In verità – ed in questo consiste l’operazione del rovesciamento sopra citato - se c’è un soggetto nel mercato dell’autoriparazione che agisce permanentemente in palese conflitto di interesse è senza dubbio l’assicurazione che essendo il soggetto che paga, non può e non deve decidere il come e dove riparare ed il valore della riparazione. Inoltre, nel pronunciamento in questione, ad un certo punto, si cita la “cessione del credito autorizzata” che rappresenta una “novità” veramente assoluta nel campo del diritto: il creditore deve chiedere al debitore se può utilizzare un mezzo messo a sua disposizione dal Codice Civile per agire nel tentativo di ottenere legalmente quanto gli è dovuto. Questa è pura invenzione normativa messa a disposizione delle assicurazioni.

Fin qui abbiamo espresso solo alcune valutazioni di tipo politico, giusto per far capire subito che non condividiamo questo pronunciamento e che ci riserviamo, come Associazioni nazionali di categoria, ogni azione per contrapporsi ad esso nei modi possibili.

Rimandiamo per un approfondimento dei contenuti del pronunciamento alla nota tecnica affidata all'avv. Capece.

Sul piano politico, CNA e Confartigianato decideranno a breve quali iniziative intraprendere.

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